ferragosto 2026
guardavo lontano e deve essere stato equivocato per superbia o trascuratezza intanto che mi trovavo di già nel limite dove lo sguardo toccava il cielo che saliva su a interrompere per il momento la corsa dell’immaginazione
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per il momento perché non c’era un limite alle possibilità estetiche una volta che mi ero portato in quelle terre nuove non somiglianti a niente dí conosciuto e cioè non era ambizione di conquista di terre ma pretesa di far durare il tempo dell’esperienza di quello stato del pensiero allagato da sentimenti in continua formazione (o forse trasformazione)
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e il sognare non costituiva una fuga dopo una ripartizione di me, con una parte che si separava dall’altra, ma di una ricollocazione e una diversa interezza dove la gioia era proprio del corpo che veniva attraversato dai cambiamenti necessari al fenomeno di genesi di un sentimento relativo a quella ulteriore conoscenza
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non mi specchiavo in me semmai godevo l’emergenza di uno stupore che ben presto, dall’instupidimento iniziale, diventava una presa di posizione possibile inattesa e un godimento proprio come si gode la rendita di una eredità
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ecco io in quelle condizioni non rare devo dire ereditavo in vita, da quello che ero stato fino a lì, il saper essere anche già un altro possibile o diciamo (perché qui stava e sta il mio modo di pensare) un alterità plausibile dunque legittima
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legittimazione per fantasia che chiede “perché no?”proprio sul confine dei saperi, guardando fuori da tutto quanto è dato e ai limiti dell’universo si siede oltre la piattaforma sicura del conosciuto dondolando le gambe nell’aria che accoglie il suono della domanda
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ora che si è assai contratto il tempo consentito dalla biologia può parere una corsa verso la morte e magari è così ma chi l’abbia sperimentato sa che non se ne vive alcun sentimento di conclusione
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quello che so è che puoi trovare una alleata che ti cammini accanto fino alla fine… o restare solitario di fronte ai compiti da completare entro stasera e che queste due soluzioni si sono succedute con alternanza asimmetrica portandomi lungo la scala di tutti gli stati intimi tra precipizio e quiete
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così, oggi , io….
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