prove di scrittura
quanto può durare un silenzio una mancanza una assenza prima che se ne debba morire cioè quanto serve perché una persona si ammali e si senta niente per non si sa quanto tempo durante il quale svanisce alla sensibilità di chi ha la sensibilità per vedere scomparire quasi definitivamente la sua certezza di sé e lo spegnersi dell’io, qualunque ne fosse la forza di espressione
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questo che cerchiamo è un tempo differente per ciascuno ma uguale è la sorte di chi viene abbandonato uguale è ammalarsi il tanto necessario a ricreare un solo istante indispensabile poi alla sutura del cuore rotto alla reimmissione del fiume del pensiero dentro la testa che smette di cadere moribonda da ogni parte rischiando di spezzare il collo e finalmente ritrova un asse un poco più elastico il tanto che basta tuttavia di nuovo a seguire il rapido snervarsi del fenomeno complesso degli stormi nel cielo serale
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fenomeno complesso della natura del pensiero umano che alla fine si riversa nelle fronde alate del discorso e succede sempre ad alcuni anche se sanno che poi le foglie lasceranno i rami e si disperderanno intorno e ricadranno a nascondere i loro piedi nudi nell’erba in assenza del vento di una voce che risponda e le foglie animate dall’angoscia della solitudine continueranno a turbinare su fino al loro volto e per un po’ o molto tempo non si vedrà più bene
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che non venisti mai qui per me non fu ricordo del sogno ma venticello di parole formatesi quando l’aria da fuori ha traversato le piante della strada e la luce che batte sulla terrazza di fronte quando ebbi riaperto la finestra grande e potei vedere di nuovo il pensiero che fosse possibile sapere la verità sottraendola al suono del silenzio voce dell’assenza di suono della voce di chi non c’è
Categoria: Arte povera