ai confini del sapere
inesauribile il pensiero si ostina sulla vitalità
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la quale a sua volta sostiene il permanere del pensiero a proposito delle forme della sua stessa costituzione
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nell’assetato il deserto e la luce fanno il miraggio dell’acqua all’orizzonte
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nell’uomo che dorme il buio della biologia cerebrale fa il sogno del mare nella coscienza al risveglio
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al risveglio dico il mare infinito ha la vita breve del sogno che muore all’aridità della coscienza
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ma la sete di rappresentarsi figure si esaurisce nell’umore acqueo dei bulbi oculari
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la luce che li attraversa non si risolve nelle figure delle cose osservate
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l’energia luminosa neutrale si serve delle cose su cui si riflette, dalle quali proviene, per rendere trascurabile la vita delle figure sulla retina e dare diritto di vita a pensieri che sono immagini senza figura
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ho sognato gli amici di un tempo e non dicevo una parola e andavano via in silenzio
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triste e disperato per quella mia strana opposizione trovavo una grande cisterna d’acqua
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deve essere l’acqua delle parole non dette loro
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forse il tuo nome segreto che non sa nessuno che è per l’identità
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so di aver pensato che vita e morte solitudine e rifiuto resistenza e certezza di te sono la nascita
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che il sogno non è mare e le scoperte non ci regalano l’infinità del sapere
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che l’unica cosa che era segreta solo perché ignorata e che ora si può dire è che al confine del sapere c’è l’altro