nel tempo presente
potrai trovarmi nei tratti di matita che sottolineano frasi o singole parole dei libri che sto leggendo
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farti gli occhi sulla misurazione di variazioni di spessore e pressione
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una mano tiene la pagina l’altra scorre sotto al testo facendone risaltare stupefacenti sezioni: non so neanche per chi ma inequivocabilmente leggere non è mai bastato non leggo per me leggo per diventare migliore per l’altro
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voglio dire che leggere è per me un atto di dedizione con la certezza dell’esistenza di un’altro essere umano evocato dalla scrittura che è voce dell’autore che mi si rivolge spingendomi a non disperare mai
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l’altro da un certo tempo in avanti ha sempre assunto per me la figura variabile dell’unico amore del momento
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ogni figura amata è una congettura matematica della quale tuttora cerco la dimostrazione
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riguarda l’eleganza con la quale loro (le ragazze) fanno ruotare gli anelli nuziali con le dita distratte della mano di fronte
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i segmenti che sottolineano le frasi dei miei libri hanno quella dinamica
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suggeriscono una meccanica inconsapevole che scrive il testo di un componimento inverso e traverso del mio pensiero mentre leggevo
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ogni segmento traccia una punta della schiena del drago
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sono tratti di matita appena ondulati a causa di imperfezioni del moto della mano sul dorso curvato delle pagine distese
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i segni sono il risveglio del drago indicano la vibrazione delle scaglie cervicali appuntite
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ogni volta comunque sempre con alterno ritmo d’arresto le linee si fermano
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è quando esco dalla sfera di influenza dell’innamorato, dal campo visivo di lei, del suo (presunto) interesse
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andare avanti così mi ha fatto pensare ogni volta “ancora un po’ e morivo”
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poi non so com’è sempre riprendo una lettura piana e un vivere aereo
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è così che nel presente posso consentimi di scrivere io certe parole amiche
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idea incontrastata di un noi