ho dormito un’ora sola alla fine del giorno
S’era distratta da ogni sospetto di impossibilità e da ogni dubbio di eternità.
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Sui monti d’erba e sulle colline di detriti di calce e mattoni necessari a tirare su le case della ricostruzione post bellica che percorrevo per le mie ricerche etnografiche e cartografiche cui mi dedicavo intorno casa, il per sempre fino ad allora mai pronunciato nacque e morì
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Fu il giorno che i miei 14 anni mi portarono via di là a godere il panorama delle gocce di pioggia rugiada e saliva a evaporare sulle labbra della ragazzina avventata che aveva osato baciarmi e poi aveva passata la lingua a ricercare il sapore della propria insensata decisione
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Ieri come ogni volta ruotavo attorno all’asse sicuro di quella prima ascensione adolescenziale sotto i loro sguardi che come fili di pensieri convergenti mi avvolgevano
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Preparavo il bozzolo di seta col pretesto di fuggire la curiosità però già sapevo che il bozzolo non è un riparo è una fabbrica di ben altro domani
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Di fronte alle tue perplessità ancora giro muto le linee di senso che non si sono mai strappate da quella notte dopo il bacio che portò il sonno dei corpi uguali
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Il sole buono della mattina impallidì sotto la folgore
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“Non più” disse lei svagata
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Ancora cerco di tenere lucido e teso il filo di seta che dice che la certezza della nascita provoca e sostiene il capriccio ‘mortale’ della libertà che gli altri ci chiedono e l’incosciente pretesa della nostra libertà che da loro invochiamo
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Fidando nel sogno ho dormito un’ora sola alla fine del giorno
Categoria: Arte povera