Tutta questa mesta intelligenza sofferente è una mummia nella piramide. Forse è il tipo di notte. La strana notte del candore. Quando il soggetto è tutt’uno con un atto ribelle. Tutto un obbligo a tacere. Tutto gioia del proprio scoprirsi in grado.
Sè. I propri cloni-ammiratori. Autoerotismo smodatamente privativo. Gioia intelletualistica dell’ autoassoluzione, ci scommetto. La diffamazione è necessaria per portare tutto alla carne viva! Raschiare la sera e il buio. Fiori colorati. Azioni romantiche
Azione romantica ( imprevedibile ). Ma è tutto così sapientemente laccato: anche la sorpresa è patinata: confezione in carta dorata. Il referente è una creazione della mente che tiene legato religiosamente il senso della proposizione.
E’ già pronta la rotta atlantica per gli stormi di dissuasione. Gli organi delle cattedrali intonano allarmi e inni in minore. La flotta dell’invidia prende il largo. Ci sono biblioteche di testi intraducibili al fianco dei diavoli.
Tu: un fiabesco giocoliere. Amo una cavalletta al servizio di una aspettativa sistematica. Infine – dopo secoli e quando penso sia troppo tardi – mi accarezza la fronte che le appare luminosa, avvolta da una nuvola di sogni.
Nell’essere così distante da noi, mi costringe ad avvicinarmi e a pensare. Pensare – insieme al movimento della comprensione – è la mia vita. In comune abbiamo questi suoni. Neanche. Questi segni sullo schermo.
Chissà come verranno sussunti. La comprensione è un coro. Dovrebbe. Ti ho imbarcato al varo dei bastimenti di luce. Non so cosa c’è oltre le parole. Che debba realizzarsi uno sfondo diverso dal nulla ?
Se la vita è dote di cose il pensiero è l’armate dei legionari al seguito delle carezze.
