oggetti d’uso quotidiano
Troppi bravi bibliotecari nelle mie circostanze. Ma la passione che scrivo non sono io.
Il niente che resta di vero è diluizione di tempo in insonnia. I bibliotecari possono dunque dormire, loro, quei loro per me inconcepibili sonni intatti.
Resta a me la libertà di appassionarmi a chi decifra di più perché la crosta del loro dormire è una cialda di grano sottile che cede senza sforzo né dolore.
Però siamo a metà di quello che serve. Sono ancora troppo isolato a sentir cantare qua sotto gli animali in amore che, ( giuro! ) cantano così:
“Vorrei mangiare frammenti dorati della tua anima!!”
A me risulta chiaro perché vedo bene il nostro giardino colmo di delizie.
Sono ceramiche, chiodi, vasetti, pennelli, matite, utensili da orologiaio, armi di pittori e sassi: piccoli sassi tondi lisci e bagnati.
L’estro e la passione cambiano gli oggetti d’uso quotidiano in piccole cioccolate.
Così la scrittura fa coi frammenti delle cose benedetti dall’uso delle tue mani che infondono, nelle cose, la tua anima.