le parole ‘sanno’
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”gli angeli”
(Rivelazioni)
Parlare è soffermarsi ad ogni parola. È dar voce a parole esitanti. Aiutarle a superare la loro costituzionale incertezza.
Le parole non si risolvono docilmente ad azzardarsi. Vorrebbero sempre premettere:
“L’attimo che son restato muto di fronte a te sono mille anni senza aver niente da dire.”
E pretendono che ci si stupisca che interrompono il digiuno.
Dirsi, per la parola figlia di nessuno, implica reperire altre parole che accettino, volgendosi affettuose su di lei, di averla in dote.
Poi, i giorni buoni, è il diluvio.
Ogni parola, quei giorni, ricade su ogni altra che s’è detta e si dirà. Ognuna compone la frase. Dire bene è una benedizione. E chi sa dire, puoi scommetterci, rigenera opera e ama.
In questo universo di conferme tardive il discorso che si rivolge all’altro è pioggia addosso che rifà fertili il campo ed i legami.
Così, quando dico che dico di te da sempre, è perché non ci fu più l’inizio: dall’inizio. Non so se per altri è cosi, che cominciare un discorso dissolva l’intenzione che lo sosteneva.
In specie il discorso amoroso mi pare che, cominciando, si liberi di ogni necessità. Si sta là accanto, si cercano le frasi adatte, si resta noi: e non si smette più….
Le parole sanno