la mummia Nehmeket in San Lazzaro degli Armeni

4 Giugno 2019 Lascia il tuo commento

Furono visti un uomo e una donna procedere fianco a fianco. Legati da una reciproca appartenenza. Stretti dal vincolo di una cucitura.

In quel modo avvinti osservavano l’universo restante in distratta sufficienza talchè noi ci sentivamo esclusi stralunati.

Era al museo di San Lazzaro degli Armeni, in Venezia, che furono scorti a vagare. O, meglio sarebbe dire, a veleggiare in ebbrezza compunta.

Di fronte al sarcofago della mummia di Nehmeket improvvisamente non si potè distinguere più se fossero ancora nostri contemporanei.

Infatti, giacché l’isola e l’intero museo sono una macchina i cui ingranaggi incessantemente si muovono a fermare la confusione e l’ironia delle sorti variabili degli uomini in uno scrigno d’acqua lagunare e il sarcofago è dove millenni si rivolgono in un punto, quei due ne avevano approfittato e s’erano lasciati macinare nella ruota di piacere della simultaneità. 

Esperienza che noi astanti sempre vanamente avevamo tentata della quale tuttavia riconoscemmo sui loro volti i segni di certi effetti assai desiderabili

 


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