immagini e brutte figure

3 Novembre 2018 Lascia il tuo commento

Wittgenstein: “Ciò di cui non si può parlare si deve tacere.”(*) …. Vietare l’impossibile: un colpo di genio. 

Il genio ha sorrisi mesti. La ‘taglia’ del suo pensiero lo isola in una timida opulenza.

Il manoscritto del Tractatus non spiega. La timidezza del genio arrossisce alle figure. 

Scrive il rifiuto. Le labbra mute del definitivo ‘tacere’ fanno la linea che taglia il dibattito filosofico. 

Escher: una mano disegna la mano che la disegna. È illusione di figura. Inganno. 

Non proprio inganno. Il genio mostra un livello di esistenza. La mente fa un’immagine che può essere solo sul piano. 

La mente disegna il limite della realtà del pensiero.

Che non può essere portato fuori dal foglio. Si deve tacere l’opulenza dell’incisore e di più la geniale intuizione.  

Resto al di qua dei fogli di Wittgenstein e di Escher. La terza dimensione mi rende ottuso. 

Morente, di passione, ho un poco più chiaro che scrittura e disegni possono essere immagini. Non più figure.

Brutta figura per le scienze della mente e del pensiero il ritardo a comprendere, sviluppare, proporre….

nota (*): 1921, Wittgenstein, “Trattato logico filosofico”, Settima proposizione. 


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omeostasi
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