vuoto d’aria
Conto camminando. Il pensiero è una serie di numeri discreti con eleganti pause di separazione. Sono riprese di fiato. Scarti di attenzione. Sottolineature di articoli di legge sul diritto a possedere il niente. L’aria è leggera che mi sembra vuota. Prendere fiato è legge di natura e il vuoto non è del tutto niente.
Cammino. Immagino cifre per ora innumerevoli. Conto numeri in fila, in coda qui davanti. La fila ondeggia davanti a me come futuri amori o baci che mi spettano. Conto le pause. Vuoti discreti. Pensieri. Tutto il niente a venire. Augurio di panchine. Tutto quel che non è.
Cammino. Effettuo la spartizione d’un tesoro.
È ricca l’aria che si respira. È vuoto da pensare. Distrattamente. Ignorata. Ma ci tiene al mondo. Niente è niente del tutto. Niente, ogni niente, è diritto ai confini. Senza i quali non siamo. Alla base, il niente di pensieri, è vuoto d’aria. Ho una vertigine a pensare che la vita è una tale giurisprudenza.