verginità come integrità
Nascita di Venere e di Achille. Re immerso nell’acqua, reinfetato, Achille subisce l’azione della mano che ne copre il tallone per tenerlo saldo durante il battesimo pagano nel Lete che è spudoratamente oblio, “acqua” della gravidanza. Venere invece emerge intera dal mare. Non c’è intervento umano. La sua verginità è il fulgore di una nascita naturale priva di madri che pretendano di attuare interventi riparativi del venire al mondo scivolando dall’acqua ai disegni luminosi delle stanze ostetriche. La comparsa di Venere dal mare è dunque definitiva e globale. Ne deriva una bellezza ineffabile, indicibile, è certa. Invece la re-immersione di Achille per mano di Teti, nell’acqua che doveva renderlo invulnerabile, provoca la vulnerabilità che si voleva evitare. È l’intervento dell’essere umano che non ha fiducia nella presenza dell’io alla nascita, e dunque vuol dare una nascita migliore, a determinare una lesione. Tra la rottura delle acque e l’uscita alla luce c’è da percorrere il canale del parto. È forse in quel tratto, quando la stimolazione dell’acqua viene sostituita dalla forte pressione delle pareti del canale vaginale, che la carica libidica originaria si trasforma in traccia mnesica del rapporto cutaneo di tutta la pelle del feto con l’acqua amniotica. Poi, nell’uscita dal canale vaginale, lo stimolo luminoso trova la funzione cerebrale in grado di confrontarsi e fondersi con la reazione istintiva di chiudere gli occhi alla luce senza fare il nulla. La traccia mnesica si trasforma in attività dell’io: in particolare nella costituzione di una vita mentale fondata sulla certezza del sé che diventa soggetto di un pensiero immediatamente ideativo, differente per ciascuno. L’io della nascita è contemporaneamente patrimonio universale della specie e identità del singolo. È la verginità dell’integrità. Alla pubertà sarà il rapporto sessuale a orientare la strada molto prima di un innamoramento. In casi rari e fortunati la perdita della ‘verginità’ è ancora una volta -come nella nascita- incondizionata concessione. La vitalità della nascita è diventata l’io della validità sessuale. Vitalità e validità, nascita e pubertà. La sessualità e la ricerca sono alla base della fisiologia del pensiero. Solo dopo molti anni si intraprenderà la via difficile dell’amore. Coloro che tentano troppo presto l’amore, con modi intempestivi, approssimati, senza una specifica ricerca e formazione, falliscono.