valere
Lui: “Che tu sappia esattamente ciò che noi insieme siamo è l’assicurazione sull’amore la certezza che sei tu. E aspettare quella donna, questa te -che ridi a conferma- alla fermata, alla postazione dei miei vaganti trascorsi valeva il tempo. Valeva di lasciarmi sfiorare quasi uccidere dagli acciai luccicanti di sfreccianti automobili d’ogni epoca, e essere ricoperto da polveri e sabbie petroliere sollevate da velocissime falene notturne e da elicotteri dai rotori a propulsione nucleare con i quali tutti i magnati estrattori vanno e tornano non si sa da quali torridi rendez-vous di quale Atlante inaridito.”
Lei: “Valeva il tempo, dici, ma non sai che dici: che ne sappiamo di questi giorni del nostro tempo? Sai che ti dico invece… che comunque amore mio è proprio valsa la ‘pena’: e ti prego di notare che letteralmente chiamo pena la precedente esperienza del tempo e le mille abitazioni e i milioni di variabili traversamenti agli incroci e i pianti e le risate ai semafori rossi di pianto di commozione e dolore per arrivare qua. Valeva quella pena che chiamavamo vita. Valeva tutto per questo adesso che oggi, noi, impunemente, siamo.