uno scalo periferico è il vero amore
Un angelo alla panchina dello scalo. Anime di ferrovia e di molo marittimo te e me. E là sempre mi tiri per la mano per la giacca per la mia chiara camicia di lavoro. Là mi tirerai per lo smoking blu-passione.
Vieni mi dirai vieni. Ed io ti sorprenderò perché sarò stato già sempre alle tue spalle.
Non era stato progettato per carezze senza conseguenze il meccanismo che ci farà accostare sempre di più. Che tutto ha conseguenze in te. Tutto di te causa conseguenze in me al solo immaginarti.
Uno può essere da sempre causa dell’esistenza libera dell’altro su cui cade in piccoli frammenti di specchio di cielo di lettere di matematiche di fotografie di specchi di mondo senza nostalgia.
Alla luce di questa ipotesi non provata il tempo che pensavo mi mancasse ora è materiale da edificazione. Noi eravamo già molto: un palazzo e una città.
Poi ci siamo messi a fondare la periferia con il silenzio. Conseguenze l’uno dell’altra. Concause del vivere in presenza.