una finta indifferenza
perché uno è poca cosa per potergli credere quando insiste che sa come stiano le cose
.
lo si lascia dire al massimo la propria attitudine sentimentale
.
qualcuno ascolterà la testimonianza degli anni passati a aspettare costruendo scenari plausibili sulla scacchiera del tempo che diventa una superficie non più un segmento o una circonferenza
.
ti amo è quello che resta un mattino che sei venuta e io ho fatto convergere su me con quei due suoni la stereofonia dei due canali futuro e passato
.
ti amo restano gli argini entro i quali ogni mio pensiero corrente accarezza i fianchi dell’esistenza
.
e però ho assunto una posa indifferente come la dichiarazione non pretendesse accoglienza
.
ti amo e guardavo in aria le nuvole la mano a seminare
.
distrattamente traversavo il campo di quel giorno che non sembrava mio
.
quella notte ho sognato la pianta medica che lenta invadeva il giardino