horror
ho assaggiato il tuo cuore
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chiudendo gli occhi mentre mi parlavi
sulla panchina del parco
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era prelibato
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l’ho rimesso al suo posto appena hai taciuto
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ho suturato fulmineo in un sorriso la ferita sul tuo torace che pensavo non ti fossi accorta di niente
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d’altra parte giuro che non volevo mangiarlo intero
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solo sapere di te
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se hai un cuore buono
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fuori di ogni allusione
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tu invece sentivi tutto durante la mia indagine e hai lasciato fare mentre mi raccontavi le tumultuose conclusioni a proposito di un incerto tuo amore del momento
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“fa un po’ male” sono state le parole che hai pronunciato mentre tu chiudevi il racconto ed io suturavo con le mani insanguinate
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eri piena di compunzione non di rimprovero io pieno di colpa senza pentimento
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tutti e due stavamo scoprendo che la conoscenza dell’animo umano implica operazioni talmente cruente per cui è ovvio che le persone ragionevoli vi si sottraggono sempre
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noi al contrario, forse distrattamente, non eravamo stati capaci di evitare l’horror dell’intraprendenza