un matrimonio impossibile
Non hai ottenuto niente. Ma cosa si doveva ottenere. Avessi tenuto più cose sarebbe diverso ora? – è quello che vorrei chiedere a chi mi chiede.
Poi ho sempre lasciato stare.
Lo schienale solido e essenziale della sedia del bar, insieme al grigio forte dei tavoli educatamente allineati lungo strada, unica consolazione di tutto anche oggi.
Io non ho mai domandato a nessuno bilanci. È di cattivo gusto. Come augurare la morte.
Stamattina dunque ricomincio da questo silenzio esiliato.
Stamattina perché faccia giorno di nuovo, perché si possa essere ancora, per rinascere eccotela tutta la civiltà nell’ergonomia evoluta degli schienali e nell’ineffabile grigio degli arredamenti da esterno.
Tutto quello che è apprezzabile nel mondo sono le qualità. I segni di umanità nella piega imposta agli oggetti.
Ecco dovrei dirle che senza riserve mi sono sempre legato a questo imprendibile cielo di ricchezze volanti.
Ma lascio stare.