traccia neorealista
Non si sa se ‘dire’ corrisponda a ‘figurare’. La confusione tra figura e immagine è generale.
La storia è figura riferita. Il tempo è immagine. La storia non è il tempo. Ne è la maschera.
La maschera si modella secondo i vivi e i morti. Secondo le relazioni di potere i soprusi le ribellioni le cose non dette.
Ci sono esperti in plastica facciale. Che producono estetiche secondo le occasioni.
Non è storia il tempo. Il tempo sono stelle, in mezzo allo sciame di altre stelle, che orientano.
Sono attimi -simultanei e asimmetrici- il tempo. Fermi nel ricordo a significare. Misurano. Non indicano. Legittimano.
È necessaria una qualche legittimazione perché la storia non è a misura d’uomo. Questa è legittimazione siderea.
La storia, di fronte al tempo breve della vita dei singoli, è un evento di sopraffazione. Una durata incombente come nuvole di temporale.
I singoli detengono il tempo privo di avvenimenti. Nel tempo ininfluente si adagiano. Si disinteressano nei letti di fortuna.
Si disinteressano. Vivono esistenze generiche. Distratti dal sospetto se fosse davvero impossibile, come si racconta, volare su manici di scopa.
La passione trascura la storia. E trova di nuovo alimento nella traccia neorealista. Nello sciamare di una flotta galattica di sottoproletari.
Il tempo propone misticismo cristianesimo e magie. Così di questi tempi non si sognano desideri. Si vive dormienti una inedita quiete.
L’ombra dell’onesta.