sotto l’influenza del cielo notturno

6 Settembre 2019 Lascia il tuo commento

“La vita è nascere, la bellezza è essere. Nascere sempre, essere sempre è ciò che ci è chiesto”.

(“Il viaggiatore notturno” – Maurizio Maggiani – Feltrinelli – 2005 – pag.36)

Il libro ha la ruggine della pazienza. O del tempo. La pazienza sarebbe di stare sullo scaffale con gli altri. La pazienza è qualcosa attorno che ha permesso quella composizione della libreria per 14 anni fino a che poi io l’ho ripreso e ne ho cominciato la rilettura.

La pazienza delle cose è che sanno sostenere la distrazione degli esseri umani.

La pazienza degli esseri umani è di farsi ‘cose’ sotto l’uragano di passione che è la realtà ottusa degli oggetti per animarsi improvvisamente e afferrare la foglia d’oro e rame che riflette un bagliore sul nostro viso che poi è esattamente l’amore di un altro essere umano che inatteso fa la bellezza da regalarci.

È lei che si fa bella fosse anche solo con una piccola provocazione. A cercare se eravamo vivi. È la ragazzina temeraria che possiede la lesta audacia indispensabile a chiunque voglia sperimentare se l’incantesimo poteva rompersi.

Non ci resta che seguire le indicazioni. Nascere. Essere. Coniugare il tempo secondo la indissolubile continuità del ‘sempre’.


le radici della fantasia
aeree migrazioni

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