sentóre di pineta
Ho riposto il volere in esitazione come un anello in una scatola da regalo preziosamente dipinta.
Intanto il fondo stradale sfumava in terra battuta, e i colori indescrivibili e infiniti refluivano in viola verde e nero, e il blu brillante della volta celeste scivolava nei vapori di sottobosco di una pineta.
Il più era riporre il mondo intero nella riga di sabbia ai miei piedi, nel caso arrivassi da me.
Il più sei tu. Io devo farti largo. Sgomberare, con la mia certezza di te, la presunzione di ogni vaga speranza.
La speranza di te era diventata disperata ammirazione per l’infinita creazione. Te invece nessuno t’ha creata.
Sei certezza del pensiero. Un fenomeno uguale al sentóre della materia fisica che sovrasta la linea di sabbia ai miei piedi.
Dopo non è il futuro, è tempo.