saper amare

21 Ottobre 2019 1 Commento

L’amore ha natura diffusa. Estensione continua poi. Eccoti là. Un inciso. Un acuto riso. La corda si sfiocca in fili sottili che rifioriscono come fanno i gambi del cotone. Le carezze sono offerte dalle mani degli schiavi. Ruvide. Intagliate. Umili. Ma graffiano perché non vuol dire che siano vinte. Chiedono la tua pelle solida.

Da questa tarda civiltà ti dico piangendo che ci vorrebbe la solidità di una pietà che forse non si inventa. Aggiungere al discorso la tragicità degli affetti. Mettere le risa ma solo dopo che tutti siamo naufragati. Immaginare vera  la rovina di certi momenti di lontananza che è realtà del pensiero.

Andare al fondo ridendo. Le cose da dire diventano bollicine d’aria. Non si muore. Non si muore più di dolore. Non vince il nulla. Ho sognato una ragazza felice salutarmi per sempre. Finalmente mi dico ho versato su di lei il sapere.

Non sarà più gelosa di questo oceano di ignoranza. Che vogliono tutti che sia il mio patrimonio. Forse fa comodo pensarmi ricco.


Tag:

Categoria:

volere innocente che m’ami di più
poiché si cambia continuamente

1 commento

  • Rita says:

    Che poi questa BELLEZZA REGALATA viene voglia di tradurla in tutte le lingue”… La corde est effilée en filaments fins qui fleurissent comme le font les tiges de coton…”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.