riduzioni improprie

4 Maggio 2019 Lascia il tuo commento

Tutto comincia sempre con una ‘leggera confusione’*. La confusione che segue l’improvvisa separazione e la novità inaspettata.

È confusione perché separazione e novità si mostrano come non-casuali: e, in un mondo necessario, si è immediatamente responsabili dell’inevitabile.

Dunque viene questa confusione leggera di natura vagamente preoccupante. Ho capito che è un sentimento di irriconoscibilità.

Uno strappo nel pensiero che scompone l’orizzonte. Un disaccordo con la realtà che apre un varco su un mondo sconosciuto.

È un guaio che investe la legittimità di esistere. Come staremo al mondo ora?

Soggetti confusi, sullo sfondo buio della crisi, agitazione di macchie di mancate presenze.

A cominciare la frattura. Po il sipario di nebbia. Il resto, si sa, è speranza di non impazzire.

A questa lotta degli illegittimi si guarda. Alla mia stessa illegittimità rifletto.

Non è difetto di nascita. È troppo poca storia. Insufficiente narrazione.

A esagerare: bellezza ridotta a pura complessità. Ma, d’altra parte….

*(‘Leggera’ e ‘Confusione’ sono termini che qui hanno oramai subìto tutte le variazioni dei loro possibili significati.)


Tag:

Categoria:

essere ‘per’...
soggettività

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.