poiché si cambia continuamente

20 Ottobre 2019 Lascia il tuo commento

Sognavo in una lingua primitiva. Che non è una lingua. Insomma non ci sono parole suonanti. Ci sono dati generici intimi. Accostamenti tattili. Sfregamenti allusivi. È uno sciogliersi originario. La traccia sul fango di un corpo solido più o meno armonioso incide a terra spigoli amabili. Sono punti cardinali di una mappa ancora da disegnare. La mappa sono io. Indescrivibile ancora come soggetto ‘dato’. Perché si cambia. Così più che altro io sono l’attenta consapevolezza di quel progredire con le foglie che mi cadono addosso come pioggia dai rami e raggi di spine e nidi di luce in gomitoli caldi. Il pensiero la massa muscolare che ruota e avanza. Andiamo andiamo,  mi bisbiglio all’orecchio. Andiamo verso la non esatta conclusione.

In una nuvola di possibilità simultanee una grotta scura non è più solo metafora di un ventre dove si è tornati: è anche la scatola cerebrale tiepida di materia.


saper amare
(...)

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