piccole noie filosofiche e ‘disastri’ d’amore

10 Luglio 2019 Lascia il tuo commento

(Abbiamo fatto quello che andava fatto. Non si torna indietro. Abbiamo preso atto. Non si torna indietro da una comprensione. Detto così fa rabbrividire. Con questo tono ultimativo. Ma non si torna indietro mai comunque. Nel fare, per esempio.

La fisica del mondo è spietata. La termodinamica costruisce uno scenario temporale. Il calore che si disperde: o va in amore e legame, o in freddo e disorientamenti. Anche i nichilisti hanno dovuto dare un nome alla loro filosofia. E riordinare i gradi del nulla in una dissipazione contenuta.

Che noi abbiamo compreso vuol dire che l’irreversibile è entrato nel modo di pensare. Nella forma orientata degli affetti o del sentire. Non c’è potenza logica se la fisica molecolare non pervade di sé le affermazioni.

E quando il sentire pervade una successione o concatenazione di rappresentazioni si ha una comprensione per esserci compromessi avanzando verso peculiarità innegabili del discorso come speciali oggetti di desiderio.

Senza di che si ha solo un compromesso: un muoversi senza direzione in un deserto di sabbiosa irrilevanza.

Questa uscita dal terreno logico del discorso simmetrico, verso quello asimmetrico della disparità semantica che rispetta il valore delle singole parole, avviene in genere per amore. Che non vorrebbe dire niente se il discorso d’amore restasse rivolto esclusivamente a chi ne è l’oggetto.

È che la densità espressiva con cui verso di lei affermiamo ‘non lasciarmi non saprei come fare’ si rivolge immediatamente anche verso di noi che per la prima volta ci sentiamo parlare con una forza differente. Una specie di voce della verità che non è più l’altisonante ridicolaggine di un trash sentimentale.

Forse, questa partecipazione a ciò che affermiamo di noi rivolgendosi ad un altra e il pensiero turbato dal proprio stesso suono sono alla base della potenza trasformatrice di ogni preghiera.)

Tutto questo per dire che con te sperimento con certezza l’esistenza senza prove di cose invisibili. 


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