per chi ha il coraggio di vivere
Oh amore mio. Chi si farà carico di tutto? Di tutto questo? Credevo che riguardasse me. Il solito che si autocommisera. Ma questo bel ragazzo che ride. Questa sorniona signorinella che prorompe in fuori come una terrazza piena di fiori. Loro. I nostri occhi che si guardano innamorati e sono come figli. Loro camminano per strade e sentieri. Su pagine di libri bellissimi. Su vie celesti. Senza sapere. Sono tutti un ultima parola. Sono tutti una pretesa di scelte senza mezzi termini. Dio come ci assomigliano. Come assomigliano alle cose che noi non ci siamo mai detti. Ci metteranno di fronte all’amore profondo. Quello che ci fa paura. E ciò che noi teniamo segreto loro lo portano davanti lucente come uno scudo. Loro questi figli le parole tenute in noi le cose troppo belle da non avere la forza di cantarle sono diventate grandi e ridenti. Seri e sfacciati. Esseri fatti di lacrime. Che avanzano e rompono l’aria. Io mi porto avanti nei refoli e i mulinelli. Queste cose che ti scrivo sono un prototipo di formula uno un bolide aerodinamico. L’amore con te è la più avanzata galleria del vento che io potessi progettare. La mia competenza ingegneristica è tutta un ti amo mai detto. Senti?
1 commento
Si dovrebbe lasciare la tela e scoprirsi a tutto l’ amore ?
Ammettere l’ amore immergendosi in un
tino di nettare rosso
tra elisir e lacrime?
*
Io , che corro via veloce ..
tra snodi impertinenti,
cercando rifugio
tra parole e
silenzio …
e qualche sorriso