parole che esprimono un non sapere
Gli altri appaiono a chiedere di loro stessi. A pretendere o implorare legittimità.
A loro ci leghiamo inspiegabilmente e ignorando quando sia stato l’inizio del legame.
Siamo sopraffatti da fenomenali attrazioni e odii e persino da malaugurata ripetitività.
Siamo comunque in ritardo sulle cose che ci capitano. Viene dall’esperienza la preghiera.
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano: noia e pericolo che non sappiamo evitare.”
Una relazione è l’unico presidio per leggere, non di più, i movimenti del pensiero appena accaduti.
Le nostre parole sono nuvole sopra il mare dell’agitarsi muto di corpi indaffarati o assorti.
Il pensiero di una coscienza dominante si sprigiona dalla terra in cui le cose accadono davvero.
La coscienza è ignara di essere conseguenza. Comanda che avvenga… quello da cui deriva.
Per questo, almeno fino ad oggi, la parola amore è indispensabile.
Amore esprime al meglio la totale confusione a proposito di noi e dei nostri legami.
È riservato alle poche persone geniali che non temono di dover sempre ricominciare.