operaprIma: mare e pensiero

6 Settembre 2015 Lascia il tuo commento
operaprima

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Ultimo mare. Primo pensiero. Cucivo o, forse meglio, tessevo le lodi di un possibile superamento. Poiché nulla c’è più terribile delle separazioni, dei salti altissimi dopo che si ricade non si sa su cosa, e dei salti lunghi che ci spingono a scivolare sulla schiena fino alle radici nascoste che fermano la corsa. Scrivevo, come ogni volta, le impressioni del mattino, della sera, e specialmente delle ore centrali: che, per esprimersi, sono le migliori: quelle che al contrario sono del tutto inadatte a scattare istantanee. Qualcuno penserà ad un amore da raccontare. Ma non è questo il caso. A queste spiagge l’amore non ci vuole però ci costringe, questo compagno ribelle e ossessivo nella sua mancanza, a dire. A rivelare. E a non tacere. Ultimo giorno ufficiale di sole sulla spiaggia. Respiri fondi come profondità atlantiche. Ultimi respiri fondi. Fondi di caffè al centro dell’iride verde dei tuoi occhi. Carretti dei gelati sono moderni carri armati di guerra all’afa. Ma la brezza è trasparente oggi. Ultimo mare senza soffocamento. Quando l’assassino si pente e distoglie gli occhi dal volto della vittima e voltandosi va via e lascia la presa alla gola e la vita è salva e respira. Primo pensiero l’amore.


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