ogni parola
La singola parola è indispensabile e nessuna è la più importante. Ciascuna è forma ultima della materia.
Questo è dovuto al fatto che ogni parola è prima di tutto scritta nella materia cerebrale poi incisa. Cioè è una cosa di carne pietra e grafite.
Uno scritto è un graffio nell’estrema simmetria del nulla che ne altera la struttura indifferenziata e trasforma quel nulla in un universo di attese.
Sulla spiaggia l’ombra mi dice: “Sei figlio di una mancanza.” Rispondo: “Sono una propaggine della tua oscurità che mi lascio alle spalle”.
La mia ombra -estranea- è l’inconscio oramai inutilizzabile per la comprensione della struttura del pensiero.
Lo statuto antropologico consiste di segni non verbali. Ma non inconsci. La teorizzazione sull’uomo è un testo di chiodi nella roccia, flauti dal femore di uccelli, corde vegetali.
Libri di parole ciascuna delle quali ha intorno il lavoro di scelta da cui deriva. Frammenti di pietre, tempi residui, crani rotti, torba, rumore e semi.
Ogni parola scritta viene via dall’oscurità nella quale refluiscono le pretendenti escluse. Poesia del tuo nome che è un taglio sul mio occhio buono.
Il pensiero di chi scrive è il suo sguardo che segue il movimento della mano. La mano che, senza pensare, graffia il fango con stili appuntiti e le pelli con lance di penna d’oca…
“Voglio dire” -grida la mano sul foglio- “che un sogno non è soltanto un sogno!!”