oggi che il corpo che mi precedeva eri tu

22 Febbraio 2019 Lascia il tuo commento

Appena sei entrata…

Già! 

Se fossi capace dovrei rendere evidente la genesi del mondo mentale il subbuglio la crema dorata d’uovo e vaniglia esotiche di polveri brune nere di senape dolce e cacao al settantapercento tutto per te e me coagulate poi scoagulate alla frusta pasticcera sul fornello a convezione torrido nel dirti l’ontogenesi la verifica di una originaria legittimità che il pensiero si forma a misura delle autorizzazioni scritte dalle dita intinte nella grande scodella dita decise a andare avanti insanguinate di creme assassine e una lingua che lecca il fondo della vita una goccia di sciroppo divino di unti creatori piovuti in punta di lancia in punta di forchetta perché sei un utensile nuovo da cucina e io preso nella rete delle tue risate un manicaretto fresco sull’orlo delle undici stamattina sulla porta.

Tu a vederti accoccolata/cicogna sul camino/trono segno di te/carne soda morbida. 

A immaginarti però chiara smentita di tutto quel burro ridente: proprio una perdizione senza alcuna perdita.  

Scrivo (di fiamme che disegnano il cielo sui candelabri portati diritti all’altezza del seno da badesse floride per gallerie cardiache calde profumate in testa alla carovana dell’intera famiglia umana diretta verso il sapore profumato del corpo che ognuno precede) che il corpo che mi precedeva oggi eri tu….


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poi

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