non era troppo volere tutto
Quando se ne andò la felicità familiare io non gridai. Non mi opposi. Fu rastrellata dalla milizia parentale trasformata in una coppia di armigeri irriconoscibili durante una notte di un litigio feroce freddo e inesorabile.
Capii subito che si sarebbe ripetuto. Cominciai a sapere. Ma fu una falsa conoscenza la riflessione su abitudini insensate come fossero il dato di un latente universale.
Bisognava separarmi da loro. Strapparmi via da là. Sarà stata la delicatezza dei tuoi categorici no a farmi ricreare che non tua era la cattiveria. Che volermi tutto per te non era troppo.
Che potevo essere tuo dopo essermi riappropriato dello sdegno per il dolore inutilmente subito.
Diventai io stesso padre del figlio differente da me che chi ci ama pretende sempre che entri in gioco nei giorni dopo il primo bacio.