“non capisco” continui a ripetere

3 Settembre 2017

domenica 03 settembre 2017

“niente da capire”

Portare le persone alla percezione di ‘analista’ (o altro specialista esperto della cosa psichica) come persona che nell’interpretazione realizza una capacità umana, implica di portare l’essere umano allo sviluppo della medesima specifica conoscenza della cosa psichica. Il primo di questi due movimenti si realizza nella restituzione al paziente dell’oggetto analista durante la realizzazione del transfert positivo. E allora, appena l’analizzando ha in sè l’analista buono diventa buono egli stesso.

To be able.

Essere buono è essere in grado, essere ‘capace’.

E allora che ci si aspetta che la psicanalisi sappia rinunciare ogni volta di più al proprio statuto di istituzione per non diventare intimamente violenta a negare quanto accaduto.

La pratica di psicoterapia dice che gli esseri umani possono essere portati alla loro originaria capacità di immaginare, di interpretare la realtà degli altri. La ricerca e la formazione divengono allora immediatamente necessarie perché il sapere intuitivo è sempre esposto alla delusione avendo una comprensione delle cose che non compone un processo di ragionamento consequenziale.

Perché in noi sempre torna quel terrore nella certezza che saremo puniti: perché la nostra comprensione non ha ancora la forma del pensiero verbale cosciente né la figura del disegno dei corpi nelle azioni quotidiane.

E si continua a camminare e sanguinare coi piedi nudi sui pezzi di vetro sparsi a terra. E si scrivono solo frasi di cui da tempo inimmaginabile si è appreso a dire

“non capisco”.


noi, domani
interpretazione

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