nata prima della rivelazione
Madonna d’intelligenza. Aristocratica. Debitrice a nessuno. Onestà muta. Dignità nuda.
Da una foresta genealogica di secolare nobilità esce incorrotta. Il corredo che porta in dote è un magnetico distacco.
Ha qualcosa di troppo. Pecca di povertà. Non è virtuosa l’assenza di nostalgia per un piacere mai provato.
La sua bellezza stralunata e il suo lunatico candore la rendono sospetta a sè stessa nello specchio.
Vaga su un crinale con non giustificato equilibrismo. Ammanta di sé la sua castità. Sulla voragine di una santità costantemente elusa.
Il segreto è nella sua nascita prima della rivelazione e della dannazione e della necessità dei sofisti.
Lei sta prima della creazione. Perché la creazione si rese necessaria per un ripensamento del creatore.
Il figlio tardivo di dio che ha liberato dal peccato i predecessori. Quella decisione intempestiva quando il tempo irrupoe nell’eternità.
L’idea della donna. L’incolopevolezza come ipotesi antropologica. L’essere appena nati stralunati e lunatici.
Questi soggetti di grammatiche e parole illegittimi nascono sempre alle porte di una crisi.
Le crepe del muro del potere sono fertili. Fioriscono, certe volte.