morire che non è morire

6 Luglio 2019 Lascia il tuo commento

Smisurata statua di sabbia oggi. Tutto orecchi sono come un granello di silice al sole. Tutto esposto. Non si vede? Non si vuole vedere.

Che a nascere siamo riusciti, alla fine. Ma che non vale se poi non ci troveremo i modi per sapere quanto valore si ha.

Che sapremo il valore secondo la misura dei gradi di dolcezza o pietà dello sguardo nel quale avremo fatto la culla.

Tu canti e disegni e muovi con la voce e la mano i pattini curvi della macchina del sogno su cui mi hai posato. Io da qualche tempo, per questo non metaforico risultato, meglio del solito riposo da vivo.

Non si vuole vedere che non ci siamo ancora occupati di non rassegnarci mai più a restare senza certezza.

Per me granello o gigante di sole e di mare la conoscenza non è che scienza di te. Non c’è altro.

Può esserci stata una infinita serie di amori. Tutto si interrompe sul terrapieno di due labbra sulle quali -come eravamo stati autorizzati a confidare- morire.

Che morire non è. È sapere altro che da qui non si sa immaginare.

Non si potrà fermare chi non vuole consolazione ora e qui. Non si potrà fermare la potenza di chi sa aspettare.

Gigante di sabbia. Grano di silice.


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If I should die this very moment
quello che è non è quasi mai non cosciente

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