madri e figli

25 Luglio 2012 Lascia il tuo commento


Per arrivare ad oggi tutto il tempo lungo la rotta delle nuvole stellari. L’amore sulle carte di volo non è irraggiungibile. Il pensiero vive un’estate atmosferica. La leggerezza della distanza è l’anticiclone d’agosto. Sui cieli del mondo il tuo nome.

Il discorso si compie per successive concessioni. Restare. Anche se tutti sognano fughe. Restiamo insieme: con le frittelle al riso e i giuramenti alla brace.

Presto avremo necessità di scrivere una grande quantità di lettere di emigranti. Da distanze inimmaginabili. Uno resterà a vigilare casa e giardino. Gli altri andranno via per la voglia di lavorare.

Impareremo ad amarci in modi dimenticati. Fidandoci. “Ti amo”. Ed è vero. Cioè: il cielo oceanico. La verità delle parole stretta indissolubilmente all’immagine della tua onestà. La mancanza di malignità di chi legge i nostri giuramenti.

Tenuti assieme come braccia di un compasso sulla carta nautica dell’Atlantico. L’amore che misura un arco di rotta. La distanza sulla mappa corrisponde al numero di nuvole accorrenti sopra la nave e sotto la pancia dell’aereoplano.

Le speranze estive, nei sogni nelle cabine dei croceristi tornano ad essere voglie sublimi. Il lavoro sotto il sole sfugge all’analisi marxiana. Non chiedermi come sia. L’onestà è una forma di valore che si aggiunge.

Ma poi, poi, il ritmo di quello che ci siamo scambiati. Anche troppo ci siamo dati che potresti non tornare più e t’amerei sempre sai davvero. Chi parte non può nascondere dietro una promessa l’inganno del desiderio di una vita differente.

Ascolta ascolta. Si poteva, dici scambiare di più. Ma abbiamo fatto tutto questo fare all’amore per una verità a senso unico? Sai che mentivamo senza negare. Che i baci ebbero negli occhi socchiusi il tuo e la mia amante.

Non t’ho tradito, ché la mia amante era bellissima, era, come dire, un’amante alla tua altezza. Tu sarai stata anche più brava perché io… perdevo sempre. Nei tuoi occhi c’era quella luce! Vedevi ogni giorno sempre più. Nessuno capisce l’onestà.

Mi rifugio nelle canzoni di tanto tempo fa. Come se volessi sviluppare un discorso scientifico sulla storia del pensiero. Sulla filosofia del lavoro. Sulle sfide dell’etica. Sulla falsa soluzione del liberalismo. E sulla necessità della rivoluzione. Tu vinci sempre.

 


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