lussuosi sprechi
L’intima natura della stanza è risucchiata nel quadratino della polaroid.
Ho adesso di questo luogo una foto che non si potrà cambiare.
Come avessi fissato la scelta drastica di quarant’anni fa.
La radicalità del metodo relativo alla cura. La pretesa di aderire ad una scoperta scientifica.
Oggi, nello spreco di emulsioni, vedo il prezzo di quella pretesa.
Quando si vuole fissare in un solo istante di tempo tutto quanto si ama.
Cose e persone, imprigionate nella nostra decisione, come i colori di caffè delle polaroid, resteranno incorreggibili.
Porteranno noi fissati a loro in un frame di tempo sei per sei. In una pozza d’amore alghe lunari.
Su questa carta chimica la foto della stanza è la mia vita come si è sviluppata.
La sostengono miliardi di reazioni molecolari di una gelatina fotosensibile.
Lo spreco lussuoso di questa carta speciale ha la fisiologia del pensiero.
L’originalità di questa macchina fotografica è di garantire una serie di originali imprevedibili.
Mi viene in mente Picasso che tutta la vita sfida con un facile eccesso produttivo il sindacalismo dell’arte povera.
Fotografo perché la ricerca ha portato nella mia stanza nuovi arredi di giallo e panna.
I nuovi sogni dicono che ho subito una una spinta ad una estetica che da questi anni duemila piega, in modo assurdo e per ora incomprensibile, al barocco.
Categoria: Chimica