libertà soppresse e liberazioni illusorie

30 Aprile 2012 Lascia il tuo commento

 

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Oh ecco quello che ha varcato l’aria, quello che ha generato il cielo, cha ha discorso alle stelle, e trapassato margini del mondo, e fatto svanire le fantastiche muraglie delle seconde, delle ottave, delle none, delle decime sfere, dei vani matematici e dei filosofi volgari. Ecco quello che ha aperto i chiostri della verità che a noi aprirsi possano, che ha nudata la ricoperta e velata natura, che ha donato gli occhi alle talpe, che ha illuminato ciechi che non potevano fissare l’immagine sua da tanti specchi che da ogni lato, da ogni lato, gli si opponevano. Ecco quello che ha sciolto la lingua ai muti, che non sapevano, che non ardivano esplicare gli intricati sentimenti, ecco quello che ha varcato l’aria penetrato il cielo dicendo ‘… eppur si muove!’ ” (Marco Paolini “ITIS Galileo” – trasmesso in diretta su La7 dal laboratorio del CERN nel Gran Sasso la notte del 25 Aprile 2012. Il brano riportato è una citazione da Giordano Bruno, che scriveva riferendosi alla sua sorte assai più cruenta di quella del Galilei, e che l’Attore ha preso per comporre l’orazione funebre di Galileo Galilei, che, morto nel 1634, non ebbe diritto ad una ordinaria sepoltura per il suo stato di condannato dall’Inquisizione -il giugno 1633- come ‘sospetto di eresia’ )

Ecco il pensiero che si compone dalla generazione dei legami. Le movenze legano le persone. La commozione nel comprendere le cose e il succedersi delle dimostrazioni amorose fanno l’attività psicologica sentimentale. Le movenze di sollevazione e riposo a comprimere e far volare gli uccelli variopinti nell’addome.

Nel ventre assiepati i fogli la biografia la poltrona e gli anni. La mano sinistra con il compito di comandare su brevi spostamenti laterali del foglio. L’altra che scrive e corre sulla punta di fibra nera d’inchiostro. Il pensiero che l’inchiostro non sbaglia. La scrittura dell’altro pensiero: il nero è scrittura con movenze di sollevazione e riposo.

Agli occhi c’è una leva: essa li collega, in basso, allo stomaco e, indietro, al pensiero. Così scrivere si compie come un gesto globale da cui nulla è escluso. Occhi e scrittura e pensiero comandati da un sistema involontario come quello di un brivido. La commozione della comprensione è un movimento involontario.

Movenze di sollevazione e riposo uguali al processo fisiologico del pensiero non cosciente. Sollevazione e riposo uguali a sforzo e immediata emozione della comprensione. Sollevazione: studio. Metodo di acquisizione: riposo. Sguardo scrittura pensiero: leve di una macchina a gesti involontari: il motore di un brivido.

ps: …. la scienza non è democratica, ci sono libertà soppresse e liberazioni illusorie, c’è una uguaglianza cui si vuole costringerci, si oppongono dunque rivendicazioni transitorie ma indispensabili, provando commozioni che ci avvicinano a chi non può essere neanche nostro complice, poiché eravamo, per quegli attimi, in assoluta solitudine….


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