le tue pistole
Una possibilità di essere senza di te si è esaurita anni fa al nostro incontro. Non più il senza amorosi affanni. Non più un meglio di te e una speranza d’amori successivi. Nessuna oltre i tuoi confini.
Io, abbracciato a te, guardo il passato da cui arrivi. I tuoi precedenti amori. I tuoi giorni vittoriosi. Il tuo sorriso. Le tue promesse come pistole di acciaio specchiato.
Sento i cavalieri dell’apocalisse che ti hanno scortata ridere in strada, in attesa che tu torni a vivere con loro. Sono bardati di nero cuoio e fosche intenzioni.
Tu mi abbracci. E guardi oltre me alle mie spalle il fondo della libreria. I miei amori sfiniti sono tuoi pedoni. Le poesie che scrivevo damigelle d’onore. Musiche d’accompagnamento.
E la tua voce canta suoni del passato e beve in un sospiro vita e pensieri. Ora non c’è più niente.
Mi sono estranee le scale che scendi tornando alla scorta di una vita che ti aspetta paziente e ti si svela.