le guardiane dell’universo

23 Gennaio 2019 Lascia il tuo commento

Ho vissuto per decenni che bastava non pronunciare ‘dio’ e ‘anima’ e saremmo restati fuori dall’abominio della ‘grazia’.

Ogni epoca ha i suoi demoni e a noi era toccato l’angelo infedele al diavolo. Quello precipitato nell’alto dei cieli. Così ci siamo facilmente ribellati.

Facilmente: cioè normalmente, in modo causalmente conforme. L’estetica dell’intuizione è il cattivo gusto di sempre. Facevamo come se il diavolo celeste esistesse e avesse materia.

In assenza di erotismo quel poca di idolatria verbale dei cattolici integralisti poteva bastare. Ma c’era più dionisiaca inclinazione nei cristi e nelle vergini che nelle marce di protesta.

L’enfasi del sacro va dalla bellezza eccessiva ai fedeli. Le nostre grida di allora, che ora manifestano la loro scheletrica aridità, si perdevano sulla tavola dei mangiatori di patate: luce verde acido.

La vera rivoluzione sono state e restano preghiere a chi non compare: la pietà siamo noi pochi col figlio morto tra le braccia che aspettano.

Irriga lo stecco infilato nella montagna ogni giorno senza speranza irriga e irriga saranno i passi da casa alla cima le parole della fermezza.

Spuntano foglioline sull’arbusto e lacrime agli occhi quando il ragazzo torna dalla morte apparente e il primo comandamento vale per tutto il resto.

Nominare uno solo è idolatria. L’idolatria è invano e l’inutilità della vanità è ‘peccato’ di ignoranza. E l’ignoranza è mancanza di grazia.

Non c’entrano religione e alienazione religiosa, non primariamente. È che mancano dei buoni grammatici. Interpreti davvero laici delle parole.

Arte della lettura ci vuole e pazienza: rosari per volgere gli occhi distratti verso l’indispensabile. Le madri delle madri erano sfingi.

Proteggevano il pomeriggio con il rito della tostatura dell’orzo. Giravano il tempo e profumavano l’aria. Il Rosario tra le dita mi ipnotizzava perché capivo che tutto quel moto adorante era un film d’amore.

Che muove il sole e l’universo con la delicatezza con la quale madri di madri da millenni ogni volta avevano rimesso al loro posto le cose.

Dio non faceva paura. Niente da nominare. Niente da dichiarare: non la credulità della fede ma la certezza della fisiologia delle relazioni di protezione.

Restituiscimi il respiro.


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