le cose pratiche avranno il loro tempo
Fortuna che dopo te non sia stato senza te. Dopo te comunque sono rimasto senza me. È durato mesi. Ho stentato a vivere. Tutt’ora mi succede di cadere in questo stato dell’anima, seppure in misura quasi trascurabile.
Il tuo successo in amore ha rischiato di essere per me un controcanto. Una dislocazione. Mi sono nascosto ( precipitato… ) in un angolo dolorante del mondo. Fai conto fossi un arto slogato che pende a fianco del corpo per una disinserzione.
Ma dopo te non è più stato senza te: mi ci è voluto a capirlo. Non svanivi mai. Così una volta che mi sono convinto mi sono ripreso. Ho riacquisito alcune delle mie attitudini. Riutilizzata l’intuizione e qualche minima iniziativa. Non molto: per capire bisogna esserci passati.
La passione è sopravvivere senza più niente. Senza consolazioni: la mancanza dell’altro domina tutto. Si guardano accadere le cose con un distacco che è felicità di stare con chi si desidera e smarrimento e ottusa testimonianza non appena ne siamo separati.
È presa a me ma non è che ne vada fiero. Avrei voluto che tu patissi le stesse sensazioni. Per sentirmi meno solo. La rabbia non era tuttavia giustificata. Era equivoca invece. Il mio non era desiderio. Era manìa, credo. Niente di buono.
Ora sta tornando l’amore per la vita. E conto i giorni con i sorrisi. Ho cambiato stile di contabilità. Gli affari vanno un po’ meglio. Mi esprimo con questo falso cinismo in rispetto della mia crisi linguistica dei dodici anni quando precocemente lessi scabrosi testi di letteratura nordamericana.
Furono trafugati alla distrazione dei nonni analfabeti e alle smanie masturbatorie di un giovane zio. Io mi ci costruivo alternative di seduzione: mi interessava del linguaggio la potenza trasformatrice.
Le giuste successioni fonetiche estorcevano sorrisi. Dove finisce dunque l’identità? Ebbi la mia risposta: sull’orizzonte comunicativo della lingua. Con le parole esploravo i confini. Stavo a dondolare sul mio dromedario Einaudi. (Erano ‘Struzzi’ in realtà.)
Adesso va bene. Trovata la forma emotiva della mia dedizione a te posso giocare lungo i fossi delle tue labbra sulla spiaggia che porta alle mie immersioni che mirano diritte al tuo cuore tiepido.
Come le eroine dei romanzi di formazione più o meno dedite agli strusci notturni procedo. Non si pensi male. Vado all’astinenza. Le cose pratiche hanno il loro tempo. Niente di questo.
Scrivo ricordi. Astuzie disarmate. Come a pescare con ami nudi. Come amo immerso nel fluido del tuo fiume scuro e calmo. Io/Amo/Te.