l’amore all’ombra dei telescopi

26 Febbraio 2018 Lascia il tuo commento

“Restituirle l’infinito. Prendere per noi questo blu quasi nero”. Così il cosmologo.

Portava alla ragazza del telescopio un vino d’annata.

Saliva all’osservatorio con in mente il blu-notte di un amore senza fine.

Lei si rincuorava al tepore della radiazione di fondo quando il cielo ebbe un sussulto.

La costante cosmica operò sulle anomalie con risultati catastrofici. “Se il cielo si muove di poco è già troppo”.

Il presentimento di una scoperta era minaccioso come la conseguenza di quel suo amore nuovo.

L’aveva tirato su a mani nude da un mondo di onde, campi e polvere che non regalava niente.

La ricerca è passione di scienziati intenti a leggere celestiali inutilità.

Per ogni decifrazione servono una donna un uomo e un’anima neonata.


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dettato numero due
il sogno del museo dov’era, tra mille altre cose, una tazza di caffè col tuo nome

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