labbra su cui morire

5 Luglio 2019 Lascia il tuo commento

Una volta ho amato la verità. La baciavo con milioni di baci. Ho interpretato l’inconscio che spiega la reclusione della verità tra le sbarre di giudiziose ragioni.

Ora non interpreto più. Cerco nel pensiero cosciente le frasi di quel tanto d’amore che resta. Lo sottraggo alla indagine psicoanalitica. Lo prendo com’è.

“Non è bello trovare labbra su cui fermarsi? Su cui morire?” ha detto oggi una donna.

Io, senza pensarci, ho risposto si. L’inconscio con il suo carico di motivazioni rimasto serrato in quella irriflessività. 

Non ho sbagliato a aprirle i cancelli del cielo. Quella frase merita la felicità. È quello l’amore che resta. Corteo regale di giorni.


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regola e forma
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