la relatività generale

6 Novembre 2016 Lascia il tuo commento

Che potevo riposarmi, ho pensato: con scarsa immaginazione. È una fantasticheria infatti che esista un punto di interruzione nella costituzione della realtà. È una fantasticheria, l’idea di un arresto, che non tiene conto della natura delle cose esistenti che è di non fermarsi. È, al contrario, immaginazione la certezza di quella natura inarrestabile delle cose esistenti.

Ti guardo sul muretto, immobile contro il cielo: ma vedo te vagare sulle pendici di un Everest di gelato alla vaniglia, scalare vette di distrazione dolce e inquieta. Così, per quanto tu sia ferma a riposare distesa sulle pietre nella trapunta delle ore felici di oggi, un tuo movimento è dentro di me. É l’energia del metabolismo biochimico lungo le anse del gomitolo cerebrale a suscitare la sensazione propriocettiva di un tempo che ti trascina.

Saltasti su attraverso la pelle. In me ti insediasti da subito. Sono gli altri, una volta stabilitisi in noi, certezza e fondamento, e il riposare non é arresto ma procedere alla medesima velocità. Con te sono un corpo in caduta libera, che non percepisce il proprio peso.


Lo smeraldo del sultano
una mente matematica innamorata

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