la nostra specie sogna

27 Ottobre 2019 Lascia il tuo commento

Al volto e al cuore e al ventre ma anche sulla schiena e ai fianchi siamo colpiti da spine di rosa profumate e frecce anestetiche e dosi di cianuro.

Per questo la nostra specie con stecche sottili d’osso e avorio intreccia la maglia dei sogni e il risveglio è anfibio affollato dal traffico aereo delle balene e dal veleggiare oceanico delle aquile.

I fili bui della notte vengono tessuti alle linee di luce del mattino e il ricordo del sogno si compone di opacità e spine come la cappa di un armigero.

La biologia che sostiene il pensiero notturno è una funzione dominante e il giorno, ad ogni distrazione, causa bizzarrìe involontarie e una quantità inesauribile di trascurabili inutilità.

Allora noi ci scusiamo e sorridiamo e la nostra vita trascorre quasi tutta tra esagerazione e perdono. Allusiva e dolente. In silenzioso fulgore. 


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