la nostra specie sogna
Al volto e al cuore e al ventre ma anche sulla schiena e ai fianchi siamo colpiti da spine di rosa profumate e frecce anestetiche e dosi di cianuro.
Per questo la nostra specie con stecche sottili d’osso e avorio intreccia la maglia dei sogni e il risveglio è anfibio affollato dal traffico aereo delle balene e dal veleggiare oceanico delle aquile.
I fili bui della notte vengono tessuti alle linee di luce del mattino e il ricordo del sogno si compone di opacità e spine come la cappa di un armigero.
La biologia che sostiene il pensiero notturno è una funzione dominante e il giorno, ad ogni distrazione, causa bizzarrìe involontarie e una quantità inesauribile di trascurabili inutilità.
Allora noi ci scusiamo e sorridiamo e la nostra vita trascorre quasi tutta tra esagerazione e perdono. Allusiva e dolente. In silenzioso fulgore.