la mia nuova casa

23 Ottobre 2019 Lascia il tuo commento

Una stanza si apre. Pagata la pigione per anni è rimasta sfitta. Ma non è più stata una crepa. Non è più e non potrà più essere la fessura da cui si scorge l’olocausto prossimo venturo. Pagata per anni lasciata libera vuota. Vuota: capace di ospitare quello che resta. È il cubo di una voluminosa generosità. Andrò a vivere in quella vigna di tralci d’uva trasparente. Tra i sorsi d’aria che circola tra le due finestre.


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il disumano dell’uomo
magìa preliminare

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