la mia biblioteca sull’oceano
La vista da qua è il pensiero di una straordinaria biblioteca. La coscienza è un inventario di intenzioni. Snocciolo motivi a giustificazione. E questi motivi in funzione di semi generano passi. Io cammino.
A un anno un ragazzino muove i primi passi. Io promuovo valori di durata modesta. Tutto insieme fanno un giorno.
Il linguaggio è un eco preveggente. Riflessi di materia. Sfregare della massa cerebrale sulla carta del giorno che si distende qua. E da qua fino a tempi e luoghi di cui si ha nostalgia al loro primo porsi come possibili.
Lungo gli alberi della nave si arrampicano i comandi gridati dalle alte sfere della catena di comando. Vertici della geometria del ‘potere’ che per il resto non è mai definitivamente disegnata.
Io, della navigazione, amo le estensioni di mare da seminare. Vivendo mi applico a coltivare amori in mare aperto.
Poi… si sa, uno che coltiva è anche a sua volta una coltivazione. Sono dunque diventato una tua coltivazione: per non dire di quello che piu ci ‘preme’.
Uno che prova a scrivere è l’imperatore che sta di fronte all’editto appena dettato.
Ma chi è il dittatore? Si guardano. Il volto del potere e la timidezza dei segni scritti. L’uomo e la sua ragazza.
Tenerezza di una comprensione…. tutto qui. Tutto questo il discorso che tiene insieme i volumi di una biblioteca oceanica. Che sei tu. Indecifrabile bellezza.