la luna e il telescopio

6 Aprile 2019 Lascia il tuo commento

È mai cominciato?

Vento nord-nord-est, velocità 6nodi, temperatura dell’aria 6 gradi centigradi, cielo sereno, umidità (qui sta il punto) 70%.

L’aria troppo umida fa della temperatura la temperatura  percepita. Nelle orecchie: mambo: Perez Prado, anni cinquanta. E il calore del sole tropicale caccia via il freddo.

L’utilità evidente dei suoni per migliorarci l’umore e toglierci la paura suggerisce che qualcosa ci sfugge di noi. Qualcosa dove la volontà e le buone intenzioni non arrivano.

Siamo soggetti più che altro crepuscolari. Viviamo di risvegli e di precipitose incursioni nel sonno.  Ma dopo millenni di evoluzione ci sfugge il punto di incrocio tra biologia e pensiero.

Il sapere degli stati crepuscolari rimane un sapere leggero aereo e impalpabile. Non sappiamo cosa succede alla struttura fine della materia quando la biologia grossolana del movimento si fa ‘anima’.

La nostra stessa vita ci sfugge nel suo preciso significato. Mettiamo giudizio, allora. E filiamo dritti. Ma non basta. Nel crepuscolo le linee nette sfarinano.

Solo agli incroci tra una esistenza e un’altra un granello di materia ha graffiato la tristezza.

Ed eccoci, per nulla confusi, attenti, disponibili e svergognati: lune esposte ai telescopi.


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