la fisica dei secondi
La fisica dei secondi che mi scorrono addosso e mi attraversano ha l’inaudita capacità di volgermi a me.
Mi costringe a riferirti i risultati dell’analisi del mio sangue. Stampa dell’oggetto pittorico della tua visione. Esito a tirar fuori il bello di cui fossi eventualmente in possesso.
Il tempo condiviso dovrei narrarti come recitazione un po’ autistica dei numeri primi. Le isole di felicità. I giorni. Le ore. I secondi che dura un respiro.
L’essere esseri umani al primo bagliore, e dopo.
“… per sempre…”
Quando tu te ne vai. Quando piove improvviso il cielo di nuvole nella stanza. Così la mente vigile è città di silenzi e torride umidità. E il mondo che si lascia e il mondo che si trova fuori sono due universi nuovi in muta rivolta che contengono i frammenti di una eternità sentimentale.
Storia di questi due. Estratti dal fango. In piedi appena nati. Mentre gridano stupefatti le loro identiche posizioni riguardo a tutto.
“Anch’io”.
“Anch’io”.
I ragazzini, nelle corti e negli anditi ombrosi delle case popolari, non si rincorrono forse, da che mondo è mondo, da mattina a sera?
E migliaia di donne, nella polvere di terre originarie e agli angoli del mondo in guerra, non intrecciano, da sempre, fili di misure e colori variabili per una felicità distopica sotto le bombe?
La tribù, presso il mio amore di te, ascolta il lamento del vento e tutti volgono gli occhi al cielo e vedono animarsi le costellazioni costrette da una forza che contiene profezie.
Quel che resta di arcaico svegliato dal desiderio sento alzarsi dalla linea di orizzonte tra due cieli di aria e di sabbia.
La corrente astrale di parole iniziali.
” …mai più senza te… “
Ed è tutto.