la cima Coppi
Abbandono il pregiudizio della forma di operaprima. Successivi aggiornamenti degli algoritmi pretendono questo cambio di pelle cui assisteremo insieme. Le pagine cresciute senza alcuna intenzione tornano a chinarsi su me per piccoli gesti di interesse indispensabile a illustrare il tempo che corre. Sul ciglio della strada vedo sfilare il gruppo sparuto degli anni in fuga. Il sole irradia da dietro ogni tornante. Un uomo solo ride al comando di un manipolo di fantasmi luminosi che pedalano in silenzio.
La prima lettera d’amore avevo tredici anni Lei venti e la consegnai a mano per un sentiero dolomitico. Consapevole eroismo perché era chiaro che la sua tenerezza avrebbe soffocato il mio desiderio. Il mio sorriso era serio. Lei splendidamente chinata per un bacio unico e irripetibile. In me siamo tutti e due là ancora in attesa.
Poco dopo scoprii l’esistenza della cima Coppi. Capii che era quella che avevo scalato. L’amore arrampica. L’ultimo tratto è in fuga. Miracolo di genitori per niente scolarizzati che tuttavia ci lasciavano prestissimo camminare soli. Io da allora scrivo anche per riconoscenza. Operaprima ne è piena.
Anche oggi, che varia un poco, il fruscìo delle parole è lo stesso dei tredici anni. Il testo ripete la prima volta. Lei è sempre la stessa. “Ho letto che i fotoni sono le loro medesime antiparticelle, sai?” le confido orgoglioso di non aver buttato via il tempo.
Perché oggi che vedo cambiare il modo di sorridere delle pagine ripenso ai miei tredici anni, all’aria preoccupata di lei e sembra che ci sia la luce di quel giorno in montagna ed è così che mi pare che le pagine che scrivo, se anche cambia il tema stilistico, siano sempre la stessa perché è evidente che io racconto soltanto le piccole variazioni che i pensieri subiscono mentre aggirano la montagna di imbarazzo che mi sono trovato davanti ogni volta che devo decidermi a confessare un amore.
Mettersi a scrivere per me è tornare un ragazzino solo al comando della propria iniziativa. Sulle salite dell’ignoranza delle risposte. Solo tutte le volte perché il mio desiderio è sempre senza misura da apparire a sproposito, mentre la capacità di cogliere certe qualità diventa facile facile un linguaggio appropriato e un’aria buona. E la determinazione a dire insegue la trasparenza dei duemila metri sul livello del mare.
Operaprima ricrea intorno a me quell’aria nella quale i miei mi immergevano le estati felici di sessanta anni fa che loro ridevano…