la bellezza che circonda OPERAPRIMA n°3
(Alessandra invia queste riflessioni a proposito di quanto si muove su Operaprima)
‘ON THE RELATIVITY OF YOUR REALITY ‘
Una scala che piace, che induce al pensiero, una scala che sale, una scala che scende. Due estremi che parlano della loro consequenzialità, per fortuna, ed anche della percorribilità come potenzialità e scelta. Per questo è elegante, molto elegante, ed ha una bellezza che rasenta l’esattezza del sogno!
Ma il tocco magico all’opera, per me è dato anche dalla sua ubicazione : l’affacciarsi su questa di numerose finestre dalla sobria vivacità,una topologia indispensabile direi! La necessaria vitalità. L’allegra intelligenza.
Ed ecco che l’ ‘ UMSHREIBUNG ‘ (titolo dell’opera di Olafur Eliasson) per me diviene
‘ IL TRASFORMABILE ‘.(*)
E la scala a chiocciola mi porta al DNA, alla nostra struttura interna che è si’ fatta. Come il pensiero dunque… (…..).
E penso al loro cambiamento simultaneo, un unico movimento! E vado oltre, sino alla convinzione che il punto di torsione ( di forza ) del famoso nastro sia la vitalità, che poi è la resistenza, il perdurare.
’Permanenza e continuità’ come anche oggi ripeti. ‘Qualità della biologia umana’, endorfinica corsa dello sguardo altrui sulla pelle, che questa volta, da quella volta, è la luce che ricrea la nascita, la particolare nascita di ognuno !
‘Entrando la luce mi accarezza e sento il mio profumo preferito al centro della stanza vuota, il profumo che adesso è il mio preferito, perché è lì che l’ho sentito la prima volta.’
(*)nota mia: il titolo inglese è Rewriting Stairs, dunque ‘riscrivere’: in tedesco l’accezione di umscreibung non è quasi mai avvicinabile a trasformazione. Tutto va verso un ri/fare, ri/proporre. Il participio dice di circonlocuzione e simili. Però io penso che nel ripetere e riproporre, nel ri/fare (zuruckmachen) si possa pensare di cambiare radicalmente e irreversibilmente, dunque, trasformare…(Henry)
