il tempo e la comprensione delle ricerche e delle scoperte altrui

C’è, nella letteratura specialistica, un continuo proporre nuovi interessantissimi studi per ‘anticipare’ la comprensione della clinica, l’inquadramento delle sindromi e gli atteggiamenti terapeutici. Leggevo e pensavo: questi bellissimi testi non potranno essere mai usati come si vorrebbe, per anticipare davvero una crescita di conoscenza. Potranno aumentare la quantità di nozioni che si hanno, questo sì. Ma…essi sono stati scritti perché i loro autori hanno alle spalle decenni di lavoro. Solo dopo decenni di lavoro potremo dunque assumerci la felicità intellettuale della comprensione degli schemi e della loro (cioè della nostra) legittimità. Poiché la loro legittimità sta nella loro comprensibilità e la nostra legittimazione sta nella nostra capacità di comprenderli. In questa conferma reciproca, che avviene nella lettura, si realizza una eterna ghirlanda brillante che schiarisce e consola, che porta il benessere di scoprire di aver lavorato bene, prevalentemente bene. Lo si scopre proprio attraverso la comprensione immediata che nella lettura si realizza. Si capisce attraverso una lettura consensuale. L’aver lavorato bene, rivelato nella comprrensione fluente degli altrui studi, non ha solo valore retroattivo, poiché i libri che si studiano confermano, con la fiaccola del comprendere immediato, che c’era si un buio nel nostro avanzare incerto, ma senza terrorizzanti presenze già da prima. Il fluire consensuale dei resoconti dell’altrui studio e pensiero fornisce anche il valore di una speranza, regala un modo migliore di rivolgersi al futuro immediato, ci lascia avvicinare sorridenti alla prossima ora di terapia: perché non ci spaventa di sapere con certezza che solo adesso si sa dirigere la fiaccola avanti. Non spaventa ogni volta essere certi che soltanto oggi un libro ci ha dato l’innesco per il fuoco. Il tempo nostro ci ha fornito la competenza scientifica e affettiva per la comprensione di quanto da altri è stato scritto, dopo che molto del loro tempo fu impiegato con affettività e competenze. Lo studio è adesso una nostra conferma e riproposizione. Una attesa di nuovo (ogni volta) possibile. La vita professionale futura un atteggiamento aspettante e silenzioso. Un assetto indispensabile, viene detto. Un attegiamento, augurabile in un medico, di cui sempre si parla, che non sempre si ha.
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